Sul pomodorino del Piennolo del Vesuvio hanno scritto e si scrive, soprattutto da quando ha ottenuto il riconoscimento della Denominazione D’Origine Protetta, anche se, circa otto anni fa, quando ho iniziato il mio percorso a casa Barone, oltre a Napoli e la sua provincia, il Piennolo o Pomodorino Vesuviano era prodotto noto a pochi o “ai più”.

Bello a vedersi con la sua forma a cuore, piccolo, rosso fuoco, dalla buccia tenace come il terreno vulcanico in cui cresce, ha la straordinaria capacità di continuare a “vivere” anche dopo la raccolta, evolvendo in sfumature sensoriali diverse durante tutto il suo ciclo vitale e raggiungendo il suo apice durante il periodo natalizio per la gioia di chi, seguendo la tradizione, lo lascia “asciugare” per godersi un piatto di vermicelli con le vongole macchiato di rosso il 24 dicembre che non ha pari.

Ho sempre affermato che il Piennolo è un pomodorino che piace o non piace, non lascia possibilità a mezze misure, e che poi per poter arrivare ad amarlo è necessario sperimentarlo.

Non tutti i pomodorini del Piennolo sono uguali. Sono frutto di una ricerca svolta sul campo dai diversi agricoltori che, gelosamente, custodiscono i loro semi. Ogni famiglia replica il suo seme, ogni seme ha caratteristiche sensibilmente diverse, ogni seme ha la sua storia.

Dalle osservazioni fatte in coltivazione ed in base alla diversità pedo-climatiche (interazione suolo/clima), casa Barone ha selezionato e diffuso diversi ecotipi di pomodorino del piennolo vesuviano.
La diversità sensoriale di questo prodotto è tale da poter soddisfare il consumatore più particolare ed i professionisti del settore più esigenti.
Così è stato per Enzo Coccia che, proprio agli esordi del mio percorso in casa Barone, ha aderito con entusiasmo ad una iniziativa aziendale, ha conosciuto la nostra conserva biologica di Pomodorino del Piennolo del Vesuvio, l’ha introdotta a menu e non l’ha più lasciata. Enzo è stato un pioniere a Napoli nel ricercare e proporre prodotti di qualità nelle sue Pizzarie. Non ho problemi a dire che è stato il primo cliente Pizzeria su Napoli di casa Barone e, in un momento in cui l’azienda “comunicava” al mondo questo straordinario prodotto, posso dire che ci è stato di grande aiuto.

Tempo, pazienza, sagacia, prove e riprove e sia per casa Barone che per Enzo il risultato è sotto gli occhi di tutti.