Diciamolo subito: la pizza sta allo smoking come la birra al papillon. Pizza e birra insieme sono perfette, ma tutto dipende da che pizza mangi e da che birra bevi. Ci sono le pizze come ci sono le birre e in questo il plurale segna una bella differenza.
Se sul vino si possono fare discorsi intrisi di tecnicismi e riflessioni che sfociano nel filosofico, la birra, con i suoi sentori e le sue sfumature, di certo non è da meno nei ragionamenti che sollecita.

Senza sforzarmi di cercare nel sorso di una delle bevande fermentate più antiche del mondo il “retrogusto del prato umido della costa nord della Cornovaglia”, proverò a suggerire degli abbinamenti che negli anni, lavorando in pizzeria, sono riuscito a realizzare grazie all’aiuto più prezioso che potevo avere, quello dei clienti.
Nel tempo, insieme agli ospiti (così amo chiamarli), discutendone con loro o semplicemente osservando le loro smorfie di approvazione e disapprovazione, ho raccolto e sperimentato degli accostamenti che hanno riscontrato un discreto consenso. Tra questi ne ho scelti alcuni che voglio indicarvi e che sembrano piacere tanto a chi accetta le mie proposte.

Il gusto notevole e la grande eleganza di un’ambrata stile American IPA lasciano il segno nell’unione con la pizza “Ciropedia”. L’amaro del luppolo, che la fa da padrone, incrocia la cremosità di ricotta e mozzarella, entrambe di bufala campana DOP, e ammorbidisce il gusto intenso e deciso di salsiccia finemente tritata, rucola ed erborinato di bufala che riempiono questo calzone. Vi assicuro che non solo è una coppia d’assi, ma vedeste le facce che vedo io quando hanno davanti questo connubio, estasi pura.

L’inconfondibile freschezza e la particolare leggerezza di una Weiss, invece, accompagnano quei toppings che mettono sete, come nel caso della pizza “Baccalà in cassuola”. Una birra che fa pensare all’estate ben si adatta al sapore dominante di baccalà, capperi, olive nere di Gaeta, pomodori San Marzano, basilico e prezzemolo.
Mentre, niente di più azzeccato per la pizza con melanzane, mozzarella e caciocavallo è la scelta di una Strong Ale, forte di nome e di fatto. La sua ricchezza e il suo carattere sanno dominare la pastosità dei prodotti caseari.

L’istinto primordiale e godurioso del cibo si dispiega in un momento sospeso che finisce con un sorriso ipnotico come per dire: “da qui in poi potete parlare di tutto, non vi sento”. E a quel punto un sguardo d’intesa tra me e loro riempie di gratificazione la mia lunga e faticosa serata.