Espressioni dialettali

Jammo cu’ ‘a pala! E Pronte cu’ ‘ a pala!

Con questa espressione il pizzaiuolo che sta al banco sollecita il fornaio ad avvicinare la pala affinchè possa mettervi sopra la pizza e infornarla

Comm’ addora ‘a vasenicola ‘ncopp’ ‘ a pizza

È l’esclamazione con la quale si invita ad apprezzare l’inteso odore del basilico messo sulla pizza

Mio signò, ‘ e vvulite ‘ e cecenielle ‘ncopp’ ‘a sti pizzelle?

Con il termine ceceniello a Napoli si indicano i piccolini delle alici o delle sardini. In italiano vengono genericamente detti bianchetti.

Con questa espressione il pizzaiolo informa la sua clientela che ha anche la pizza con i “cecenielli”.

Neh! Ca io me cocio!…

È l’espressione che il pizzaiolo utilizza per dire quanto è bollente la pizza

Ma che so’ brioche?…

Sta indicare un impasto estremamente soffice proprio come le brioche.

Favurite, favurite. Ve ne magnate ciento int’ a ‘nu suscio ‘e viento.

Con questa espressione il garzone all’esterno della pizzeria invita i passanti ad assaggiare la pizza, una pizza tanto leggera tale da mangiarne anche cento in un soffio di vento.

So’ quant’a ‘na rota ‘ carretta!

Indica un pizza dal diametro grande, come la ruota di un carretto.

Neh! Ca i’ me ne fuio!…

Questa espressione ha più di qualche significato. Può indicare una pizza talmente bollente da doverla lasciare e fuggire per non scottarsi; può indicare una pizza da prendere e mangiare di corsa ancora bolltente; oppure ancora può indicare la rapidità con la quale si può mangiare una pizza anche se si va di fretta.

Favurite…’a tengo c’’o ceceniello e cu’ ‘a pummarola!

Si tratta di un invito ad entrare in pizzeria e gustare la pizza, sia nella versione con i pesciolini sia quella con i pomodori

‘Na lira ‘a mamma e ‘a figlia

E’ la voce del garzone che indicava che con una lira si poteva avere una pizza con l’aggiunta di una fetta più piccola. Si trattava dunque di una sorta di offerta da parte della pizzeria.

‘O tengo cavere e chino ‘alice!

Con questa espressione il pizzaiolo informa la sua clientela che vende il calzone caldo ripieno con le alici.

Spesso i pizzaioli intonavano delle canzoni, o delle filastrocche, con parole o versi inventate al momento. Si tratta delle cosiddette “voci” con le quali i pizzaioli richiamavano l’attenzione per vendere le proprie pizze

‘E tengo caure caure ‘ e ppizze!

‘E tengo c’ ‘o fungetiello e cù alice!

E bide soreta che dice!

Soreta dice: e magnatella ‘a pizza

C’’o fungetiello e alice!

Le pizze sono calde calde,

sono con i funghi e le alici!

Vedi tua sorella quale vuole!

Tua sorella dice: mangiati una pizza

Con i funghi e le alici!

 

Tra le voci troviamo anche questi:

Nu ‘rano, nu ra’ una e meza!

Un grano, un grano: una pizza e mezza!

Na ‘prubbeca, na ‘prubbeca

Tre tornesi, tre tornesi (dal motto publica commoditas inciso sulla moneta di rame emessa da Filippo III di Spagna nel 1559)

Cheste songo ‘ sotto ‘ Vesuvio

M’è scurruta ‘ lava ‘ ll’uoglio!

Queste vengono da sotto il Vesuvio, è colata la lava dell’olio!

Nu soldo: a’ mamma e e a’ figlia!

Con un soldo mangiano mamma e figlia.

Lo scomodo, espressione del pizzaiolo per spiegare alla cassiera che il cliente aveva portato con sé la farcitura della pizza e quindi bisognava far pagare solo l’impasto e la manodopera

Ogg a otto, nel dialetto napoletano indica lo stesso giorno della settimana successiva. Un vero e proprio metodo di finanziamento molto diffuso nelle friggitorie napoletane: si mangiava oggi e si pagava tra otto giorni. Aveva una doppia funzione: i clienti meno abbienti potevano approfittare di questa offerta mentre il pizzaiolo aveva garantito sempre il legame con la sua clientela

L’ora ra tiella, una vera e proprio metafora tra la temperatura dell’olio ottimale che bolliva nella padella e l’affluenza nell’ora di punta dei clienti in pizzeria

Voll, è già caur, si riferisce alla temperatura dell’olio che ha raggiunto un livello ottimale

Il sospeso, è il conto aperto lasciato dal cliente che forse pagherà in futuro

Comm cazz coc, le classiche tre C riferendosi alla bontà del prodotto sia pizza fritta che al forno appena pronte: “come caspita è bollente”

Frienn e magnann, espressione napoletana in cui si descrive il cibo fritto bollente e immediatamente consumato

A nzogn è vullent, anticamente si friggeva con lo strutto; bisognava che lo stesso si sciogliesse per poter friggere

Vott e man, è la classica espressione con la quale il pizzaiolo rivolgendosi ai suoi sottoposti invita a svolgere i propri compiti in modo veloce

A chi vo a palett e o treppere la schiumarola e a votapesce, attrezzi per friggere la pizza

Vott a rind, espressione con la quale il pizzaiolo indica al fornaio di immettere le pizze nel forno

Vai ca a pala, espressione con la quale il pizzaiolo indica al fornaio di prendere la pala per la cottura della pizza